GENITORI SI DIVENTA

GENITORI SI DIVENTA

Ed eccoci di nuovo qui, ad occuparci della nascita dei figli e dell’impatto che questo si riflette sulla coppia e su tutte le routine quotidiane che con fatica, a volte abbiamo raggiunto nel tempo.

Tutte le “crisi” familiari, infatti, sono generalmente legate al ciclo storico della vita di ognuno; tra questi ritroviamo il matrimonio, fase che richiede il passaggio dall’innamoramento alla disillusione oggettuale quindi allo sviluppo di un vero e proprio legame d’amore, mentre nello stesso momento viene duramente messa alla prova la capacità di adattamento alla convivenza dei soggetti singoli all’interno della coppia nel quotidiano.

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la nascita di un figlio e l’impatto che questo rinfrange sulla coppia e su le routine quotidiane
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Il legame genitore–figlio è un legame eterno

Un altro tipico fattore di crisi è dato dalla nascita del primo figlio che definisce in modo evidente l’inserimento di un elemento terzo all’interno della diade. Il figlio, infatti, può essere vissuto, al livello inconscio, come avversario dell’amore, egli irrompe all’interno della coppia e vincolando imprescindibilmente il legame genitoriale che debolmente inizia a costituirsi. Il legame genitore–figlio è un legame eterno, pertanto passare dall’essere compagni all’essere anche genitori è un momento di transizione delicatissimo che deve essere aperto con la giusta chiave per non intaccare il ciclo vitale della donna come dell’uomo che insieme potranno gettare le basi per una solida costruzione della famiglia.

Il FIGLIO è espressione concreta della progettualità della coppia che oltre a operare nel passaggio dalla diade alla triade provoca un profondo consolidamento della diade stessa. Con la nascita del primo figlio (definibile evento critico per eccellenza) la storia familiare si arricchisce della nascita di una terza generazione che da un lato obbliga ad una ridefinizione delle relazioni familiari e ad una nuova ridefinizione di tutti i ruoli di entrambe le famiglie inevitabilmente. Accogliere una generazione nuova, per il sistema familiare significa anche imparare a tollerare le ridefinizioni che ne conseguono per far posto alla figura appena entrata. La neo coppia, dovrà inoltre imparare a gestire l’accresciuta complessità comunicativa che subirà inequivocabilmente numerose modifiche. Tale sbilanciamento verrà evidenziato ad ogni nuova nascita.

Alcuni studiosi evidenziano che il livello di stress vissuto dai neo genitori assume diverse forme:

  • Fisiche: le continue interruzioni di sonno, e le nuove condizioni quotidiane integrate alle normali attività giornaliere possono appesantire fisicamente i neo genitori che hanno idea di non riuscire più ad essere produttivi.
  • Emotive: i genitori sperimentano una gioia profonda ed un senso di appagamento all’arrivo di un bambino; malgrado questo, la consapevolezza del fatto che il benessere del piccolo e, in verità, di tutta la sua vita, dipenda da loro, può costituire una fonte di tensione che pesa più della fatica fisica.
  • Tensione nella vita coniugale: Mentre in molti casi un neonato favorisce un ulteriore avvicinamento tra i genitori, in altre situazioni, la relazione coniugale, almeno temporaneamente, si modifica in peggio. La coppia si trasforma in una triade, la gelosia, l’interruzione o la minore frequenza delle relazioni sessuali e lo stress che risulta da questi tre fattori svolgono un ruolo significativo nel modificare l’originaria intimità tra marito e moglie.
  • Difficoltà nel passaggio alla genitorialità: Le coppie variano profondamente per quanto riguarda la capacità di negoziare positivamente il passaggio alla genitorialità. Molti fattori sono alla base di queste differenze: l’età e la maturità dei genitori, la relazione che hanno con i loro stessi genitori, il supporto sociale di cui dispongono, il livello di soddisfazione coniugale esistente prima dell’arrivo del bambino, lo stato di salute (anche psicologico) postpartum della mamma. Un altro elemento che può influenzare il processo di adattamento dei genitori è il temperamento del bambino stesso. Quando un neonato è difficile a causa di tratti caratteriali innati, o di una nascita prematura, di una malattia o di una menomazione, i genitori possono vivere la transizione come un evento più stressante del normale e, nelle relazioni più vulnerabili, è possibile che si allontanino ancora di più l’uno dall’altro.
  • L’entrata dei figli nell’età scolare. La socializzazione comporta lo stretto e frequente contatto con altri gruppi familiari e, attraverso essi, l’introduzione di nuovi valori, abitudini, modi di vita, che mettono in discussione i valori familiari (fino ad allora assoluti e indiscutibili).
  • Anche la pubertà e l’adolescenza dei figli possono destabilizzare il sistema famiglia e le dinamiche di coppia. I figli impongono situazioni nuove e si mettono in discussione i valori familiari e gli ideali.
  • Riduzioni delle altre opportunità: Inevitabilmente, la dipendenza del bambino comporta la necessità di adottare un nuovo stile di vita, con riflessi sia sull’attività lavorativa, sia sul tempo libero. I due genitori avranno meno opportunità di dedicarsi ad attività fuori casa e, in generale, la vita di tutti i giorni dopo la nascita del bambino avrà un numero inferiore di routine giornaliere rispetto alla vita a cui erano precedentemente abituati.
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Se un albero dovesse scrivere la propria autobiografia, questa non sarebbe troppo dissimile da quella di una famiglia umana.
(Kalhil Gibran)


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